Ciao a tutti! Come nel mio precedente blog, voglio dedicarmi allo studio del "piccolo popolo", ossia la magia e gli esseri elementari che tutelano la natura, come gnomi, elfi, fate, troll, folletti, uomini selvatici e giganti. Non è un argomento semplice, richiede un approccio serio, con ricerche su libri, luoghi e storia. Il mio obiettivo è portare in Italia questa disciplina interessante e scientifica, diffondendo tali studi. L'Italia, come molte altre parti d'Europa, è ricca di leggende e tradizioni sugli spiriti della natura, ma c'è poco interesse e spesso scarsa credenza nella loro esistenza. Personalmente credo che questi esseri esistano, ma in altre dimensioni, visibili solo quando lo desiderano. Esistono numerosi racconti di avvistamenti soprannaturali, ma molte persone preferiscono tacere per paura di essere derise, visto che parlare di gnomi e creature simili suscita ilarità. Credo fermamente che non siamo soli nell'universo, né l'unica specie di esseri simili agli esseri umani sulla Terra. Anche se alcuni potrebbero pensare il contrario, siamo solo una parte di un quadro più grande.

venerdì 19 dicembre 2025

Curiosità su Italo Calvino

 

Ti racconto alcune curiosità poco note su Italo Calvino, uno degli autori italiani più famosi del Novecento.
1)Non voleva fare lo scrittore: da giovane pensava di diventare agronomo o botanico.
L’amore per la natura e le descrizioni precise nei suoi libri vengono proprio da lì.
2)Era molto timido: nonostante la fama, evitava le apparizioni pubbliche e soffriva quando doveva parlare davanti a grandi platee.
3)Ha combattuto nella Resistenza durante la Seconda guerra mondiale.
Questa esperienza ha influenzato i suoi primi romanzi, anche se poi si è allontanato dal realismo.
4)Amava la matematica e la scienza: molte sue opere (come Le cosmicomiche) nascono da teorie scientifiche trasformate in racconti fantastici.
5)Scriveva con estrema lentezza e precisione: limava ogni frase più volte. Diceva che la “leggerezza” dei suoi testi richiedeva in realtà un lavoro molto faticoso.
6)È stato per anni un grande lettore di fumetti, cosa piuttosto insolita per un intellettuale del suo tempo, e li considerava una forma d’arte vera e propria.
Usava schemi e mappe per scrivere: per alcuni libri disegnava vere e proprie strutture geometriche, quasi come fossero progetti di architettura, prima ancora di scrivere le frasi.
Ha vissuto a lungo a Parigi, dove entrò in contatto con scrittori e pensatori sperimentali. Questo periodo ha influenzato il suo stile più astratto e “giocoso”.
Credeva molto nei giovani lettori: anche quando scriveva opere complesse, pensava che potessero essere capite da ragazzi curiosi, non solo da adulti o studiosi.
Non amava le etichette: non voleva essere definito solo “scrittore fantastico” o “intellettuale”, perché pensava che la letteratura dovesse restare libera.
Le Lezioni americane, il suo libro più teorico, dovevano essere sei… ma riuscì a completarne solo cinque. La sesta, “Consistenza”, è rimasta un mistero.
Era affascinato dalle fiabe popolari: le ha studiate e raccolte con grande rispetto, convinto che contenessero una saggezza antichissima.
Rileggeva ossessivamente i classici: Omero, Ariosto, Dante. Diceva che ogni rilettura cambiava perché a cambiare era il lettore, non il libro.
Amava l’ironia più della serietà: anche quando trattava temi profondi, pensava che il sorriso fosse una forma di intelligenza, non di superficialità.
Era molto esigente con sé stesso: ha lasciato incompiuti diversi progetti perché non li considerava abbastanza “necessari”.
Credeva nel potere delle regole: per lui limiti e vincoli (come strutture rigide o giochi linguistici) aiutavano la fantasia invece di bloccarla.
Scriveva spesso di notte, quando il mondo era più silenzioso e ordinato, e prendeva appunti su fogli sparsi, non su quaderni eleganti.
Pensava che la letteratura servisse a capire il mondo, non a fuggirlo. Anche le sue storie più fantastiche parlano sempre degli esseri umani.
Non amava spiegare i suoi libri: preferiva che ogni lettore trovasse il proprio significato, anche diverso da quello che aveva in mente lui.


foto da internet

Curiosità su Italo Calvino