C’era una volta, in una radura tranquilla ai margini del bosco, un corvo nero di nome Nero, che si vantava sempre della sua intelligenza.
Ogni giorno, Nero volava in alto tra gli alberi, lanciando grida squillanti:
«Guardatemi! Io so tutto! Sono il più saggio, il più furbo, il più intelligente!»
Gli altri animali, stanchi di sentirlo, lo ignoravano. Tutti, tranne una piccola farfalla colorata di nome Luma, che non parlava molto, ma osservava tutto con attenzione.
Un giorno, Nero vide un barattolo di vetro sotto un albero. Dentro c’erano delle nocciole, ma l’apertura era troppo stretta per far entrare il becco. Il corvo provò a colpirlo, a spingerlo, perfino a beccarlo, ma nulla.
Luma, che volteggiava lì vicino, gli disse gentilmente:
«Se vuoi, potrei aiutarti…»
Il corvo rise:
«Aiutarmi tu? Una farfalla? Ma non farmi ridere! Io sono il più furbo del bosco!»
E così continuò a provarci da solo, sempre più frustrato.
Dopo ore di tentativi inutili, Nero si arrese e si sedette stanco sull’erba.
Luma si avvicinò.
«Posso farti vedere un trucco?»
Il corvo, ormai senza forze, annuì.
La farfalla volò fino a un gruppo di formiche e chiese il loro aiuto. Le formiche portarono piccoli sassolini e li fecero cadere nel barattolo, uno alla volta. Pian piano, il livello delle nocciole salì, finché una fu abbastanza vicina da essere presa.
Nero, sbalordito, afferrò la nocciola con facilità.
«Come hai fatto?» chiese.
«Non sono forte come te, né furba come dici di essere tu… ma a volte basta collaborare e usare un po’ di ingegno semplice», rispose Luma.
Il corvo, per la prima volta, si inchinò e disse:
«Hai ragione. Oggi ho imparato qualcosa.»
Morale:
Chi si crede il più saggio spesso ha ancora molto da imparare. Anche i più piccoli possono insegnare grandi lezioni.
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