Ciao a tutti! Come nel mio precedente blog, voglio dedicarmi allo studio del "piccolo popolo", ossia la magia e gli esseri elementari che tutelano la natura, come gnomi, elfi, fate, troll, folletti, uomini selvatici e giganti. Non è un argomento semplice, richiede un approccio serio, con ricerche su libri, luoghi e storia. Il mio obiettivo è portare in Italia questa disciplina interessante e scientifica, diffondendo tali studi. L'Italia, come molte altre parti d'Europa, è ricca di leggende e tradizioni sugli spiriti della natura, ma c'è poco interesse e spesso scarsa credenza nella loro esistenza. Personalmente credo che questi esseri esistano, ma in altre dimensioni, visibili solo quando lo desiderano. Esistono numerosi racconti di avvistamenti soprannaturali, ma molte persone preferiscono tacere per paura di essere derise, visto che parlare di gnomi e creature simili suscita ilarità. Credo fermamente che non siamo soli nell'universo, né l'unica specie di esseri simili agli esseri umani sulla Terra. Anche se alcuni potrebbero pensare il contrario, siamo solo una parte di un quadro più grande.

lunedì 15 settembre 2025

La Fata dei Gropi e lo Gnomo del Pioppo Cavo

 

In un punto nascosto della Val dei Sospiri, tra i fossi che tagliano i campi e i pioppi che sussurrano al vento, vivevano due creature di cui pochi parlano ormai: la Fata dei Gropi e lo Gnomo del Pioppo Cavo.

La Fata dei Gropi aveva i capelli color del salice e portava sempre un rametto annodato nella cintura: era la guardiana dei nodi — quelli nei rami, nei cuori, nei pensieri. Lo Gnomo, invece, abitava dentro un pioppo bucato dal fulmine, dove il tempo si era fermato: custodiva storie antiche e semi dimenticati.

Nessuno li vedeva mai, tranne forse i gatti randagi e qualche cornacchia gentile.

Un giorno, la valle si ammutolì: il Filo dell'Aria, che collegava il mondo dei piccoli spiriti al vento che soffiava sopra i campi, si era strappato. Da quel momento, gli animali si perdevano, le piante si seccavano prima del tempo, e i sogni dei bambini si riempivano solo di nebbia.

La Fata lo sentì subito: era come se un nodo fosse stato tagliato di colpo. Prese il suo rametto, ne slegò un nodo antico, e andò a trovare lo Gnomo nel suo pioppo.

— Il Filo è spezzato, disse lei.
— Non si può rammendare. Solo ricucire. Ma ci vuole qualcosa che sia mai stato detto.
— Un pensiero mai detto?
— O una promessa mantenuta in silenzio.

Passarono tre giorni e tre notti seduti sull’argine del fiumiciattolo, ascoltando il silenzio. Alla fine, lo Gnomo aprì una cavità nel tronco e tirò fuori una ghianda d’ombra, che nessuno aveva mai visto.

— L’aveva lasciata qui una bambina che aveva perso il nonno. Non aveva pianto, non aveva parlato, ma aveva stretto questa ghianda con una tale forza… che è diventata vera.

La Fata prese la ghianda, la avvolse nel suo rametto annodato e la gettò nell’acqua. In quell’istante, il Filo dell’Aria si ricucì da solo. Tornò a soffiare un vento leggero tra i filari, e il pioppo cavo vibrò come un tamburo sottile.

Gli animali trovarono la strada di casa. I sogni tornarono colorati. E in certi pomeriggi d’autunno, ancora oggi, si può vedere un rametto annodato che galleggia nel fosso… e un sussurro che dice:

“Ogni nodo, se ascoltato, si scioglie.”


 Note 👴

  • Groppo in dialetto veneto significa nodo (soprattutto di legno o di gola/emozione).

  • La Val dei Sospiri è immaginaria, ma potrebbe ricordare zone reali del Veneto meno note: la bassa padovana, certi argini del Po, i margini del Montello…

  • La ghianda d’ombra rappresenta un’emozione profonda non detta, ma potente.

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