Origine e contesto folkloristico
Il nome “troll” deriva dal folklore scandinavo. I troll sono creature mitiche presenti in molte leggende norvegesi, svedesi e danesi: abitano foreste, montagne, fiordi, spesso viste come esseri potenti ma pericolosi, talvolta maliziosi, talvolta neutrali o anche “protettivi”.
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Non è chiaro quando queste creature cominciarono ad essere rappresentate sotto forma di pupazzi o oggetti decorativi, ma l’idea che certe figure folkloristiche potessero portare fortuna o avere significati simbolici era comune.
La nascita del Troll Doll come giocattolo
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I Troll Dolls moderni nascono nel 1959 in Danimarca. L’ideatore è Thomas Dam, un falegname e artista locale del villaggio di Gjøl. Ha creato il primo troll come regalo per la figlia, perché non poteva permettersi un regalo di Natale.
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All’inizio erano di legno, con capelli di lana (riunità di pecora) e occhi di vetro.
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Il “look” distintivo: capelli spettinati, grandi orecchie, faccia espressiva, corpo tozzo — tutto ciò li rendeva “strani ma affascinanti”, un mix tra grottesco e simpatia. Thomas Dam stesso disse qualcosa come: “Erano così brutti da non poter fare a meno di ridere, e quando ridi, la fortuna ti segue.”
Crescita, produzione e diffusione
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Dopo il prototipo, la produzione divenne più industriale: Dam fondò l’azienda “Dam Things”. Si passò dal legno a materiali come gomma e poi plastica (PVC) per rendere la produzione più efficiente.
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Negli Stati Uniti diventarono un fenomeno popolare nei primi anni ’60. Con il nome “Good Luck Trolls” (o “Dam Dolls”), furono introdotti anche in America e videro un boom soprattutto tra il 1963 e il 1965.
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Cominciarono ad apparire imitazioni e versioni di minore costo, con nomi come “Wishniks”, “Treasure Trolls”, ecc. Il problema della protezione del copyright e delle imitazioni fu serio.
Flessioni, ritorni di moda e adattamenti
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Dopo il boom iniziale, i troll passarono di moda, ma periodicamente tornarono a essere popolari. Negli anni ’70, ’80, ’90 ci furono risuccessi: nuove versioni, cambiamenti stilistici, collezionismo.
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Nel corso del tempo, il materiale dei capelli è variato (lana → sintetici), la dimensione, gli accessori, i vestiti, ecc. Alcune versioni erano più “lusso”, altre più giocattolo da grande diffusione.
Situazione giuridica, copyright e marchi
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Thomas Dam ottenne protezione del brevetto / marchio, ma ci furono controversie: alcune compagnie diffusero imitazioni senza licenza.
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Nel 2003, gli Stati Uniti restaurarono i diritti dei Dam (la famiglia) sul copyright dei Troll Dolls, impedendo (almeno formalmente) produzione non autorizzata.
Impatto culturale
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Oltre che giocattolo, i troll divennero simbolo di “good luck” (fortuna). Il fatto di toccare i capelli “colorati” o “strani” era legato a idee superstiziose o giocose di fortuna. S
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Sono diventati oggetti da collezione, parte della cultura pop, citati in articoli, pubblicità, film. Il marchio “Trolls” è stato poi ripreso da media e film d’animazione (DreamWorks, ecc.).
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