Il diario segreto di una fata
Nel cuore del Bosco di Lunargento, dove gli alberi sussurravano quando arrivava la sera e i fiori aprivano i petali solo per salutare la luna, viveva una piccola fata di nome Lilla.
Lilla non era una fata come le altre. Mentre le sue sorelle amavano danzare sulle gocce di rugiada e decorare i nidi degli uccellini, lei aveva una grande passione: scrivere segreti.
Ogni notte, quando il bosco dormiva, Lilla apriva il suo piccolo diario dalla copertina verde ricoperta di muschio e scriveva ciò che nessuno poteva vedere.
“Primo giorno di primavera.
Ho scoperto che il vecchio albero parlante conosce il nome di ogni creatura del bosco. Dice che ogni foglia caduta conserva un ricordo. Domani proverò a chiedergli quale ricordo custodisce la foglia più dorata.”
Il diario era nascosto dentro una piccola casetta costruita tra le radici di un grande faggio. Solo tre creature conoscevano quel posto: Lilla, un simpatico gnomo di nome Brill e un giovane elfo chiamato Arel.
Un giorno, però, il diario scomparve.
Lilla cercò ovunque. Guardò tra i funghi luminosi, sotto i petali delle rose selvatiche, vicino al ruscello dove le fate andavano a raccogliere acqua di cristallo.
Niente.
Senza il suo diario, Lilla sentiva che una parte della magia del bosco fosse sparita.
Quella sera, mentre osservava triste la luce della luna, sentì una vocina:
“Le cose preziose a volte si nascondono per insegnarci qualcosa.”
Era il vecchio faggio.
“Ma io devo ritrovarlo!” disse Lilla. “Dentro ci sono tutti i miei ricordi.”
L’albero mosse lentamente i suoi rami e lasciò cadere una fogliolina dorata.
“Segui il sentiero che appare solo a chi cerca con il cuore.”
Lilla prese la foglia e subito comparve un piccolo sentiero di luce tra l’erba.
Lo seguì fino a una radura mai vista prima. Al centro c’era una minuscola porta azzurra.
Dietro la porta trovò il suo diario.
Accanto c’era una piccola creatura con ali trasparenti.
“Chi sei?” chiese Lilla.
“Sono una fata dei ricordi dimenticati,” rispose la creatura. “Ho preso il tuo diario perché volevo sapere se una fata poteva custodire la magia delle piccole cose.”
Lilla sorrise.
“Le cose piccole sono quelle che rendono il mondo incantato.”
La fata dei ricordi restituì il diario e aggiunse una pagina nuova alla fine.
Quando Lilla tornò a casa, aprì il diario e lesse l’ultima frase scritta:
“La vera magia non è vedere cose straordinarie. È accorgersi delle meraviglie che esistono già intorno a noi.”
Da quel giorno Lilla continuò a scrivere nel suo diario segreto.
E ancora oggi, nelle notti in cui la luna illumina il Bosco di Lunargento, si dice che una piccola fata voli tra gli alberi raccogliendo storie che solo chi crede nella magia può leggere. ✨
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