Ciao a tutti! Come nel mio precedente blog, voglio dedicarmi allo studio del "piccolo popolo", ossia la magia e gli esseri elementari che tutelano la natura, come gnomi, elfi, fate, troll, folletti, uomini selvatici e giganti. Non è un argomento semplice, richiede un approccio serio, con ricerche su libri, luoghi e storia. Il mio obiettivo è portare in Italia questa disciplina interessante e scientifica, diffondendo tali studi. L'Italia, come molte altre parti d'Europa, è ricca di leggende e tradizioni sugli spiriti della natura, ma c'è poco interesse e spesso scarsa credenza nella loro esistenza. Personalmente credo che questi esseri esistano, ma in altre dimensioni, visibili solo quando lo desiderano. Esistono numerosi racconti di avvistamenti soprannaturali, ma molte persone preferiscono tacere per paura di essere derise, visto che parlare di gnomi e creature simili suscita ilarità. Credo fermamente che non siamo soli nell'universo, né l'unica specie di esseri simili agli esseri umani sulla Terra. Anche se alcuni potrebbero pensare il contrario, siamo solo una parte di un quadro più grande.

lunedì 22 settembre 2025

Il mio ultimo racconto "Il Segreto degli Gnomi Scomparsi",

 Gentili AMICi

 sono lieta di presentarvi il mio ultimo racconto  "Il Segreto degli Gnomi Scomparsi", un’avventura fantasy pensata per lettori giovani e giovani adulti, che unisce magia, mistero e il potere dei ricordi.

La storia parla di Mira, una ragazza coraggiosa, e i suoi amici gnomi nel tentativo di salvare il mondo dalla minaccia del Silenzio Profondo, un’oscurità che vuole cancellare ogni memoria e ogni storia.

 Attraverso foreste incantate, antiche biblioteche e grotte misteriose, il romanzo esplora temi come l’amicizia, il coraggio e il valore della memoria, con un ritmo avvincente e personaggi che conquistano il cuore.

Credo che Il Segreto degli Gnomi Scomparsi possa essere un’ottima lettura per la nostra community, appassionata di fantasy e storie che stimolano l’immaginazione e i sentimenti.

Se siete interessati, sarò felice di inviarvi una copia digitale o una copia cartacea del racconto per 

4 euro.

Ringraziandovi per l’attenzione, resto a disposizione per ogni informazione e vi auguro una splendida giornata.

Cordiali saluti,

Ines 👸





mercoledì 17 settembre 2025

"Il Corvo e la Farfalla"

 


C’era una volta, in una radura tranquilla ai margini del bosco, un corvo nero di nome Nero, che si vantava sempre della sua intelligenza.

Ogni giorno, Nero volava in alto tra gli alberi, lanciando grida squillanti:
«Guardatemi! Io so tutto! Sono il più saggio, il più furbo, il più intelligente!»

Gli altri animali, stanchi di sentirlo, lo ignoravano. Tutti, tranne una piccola farfalla colorata di nome Luma, che non parlava molto, ma osservava tutto con attenzione.

Un giorno, Nero vide un barattolo di vetro sotto un albero. Dentro c’erano delle nocciole, ma l’apertura era troppo stretta per far entrare il becco. Il corvo provò a colpirlo, a spingerlo, perfino a beccarlo, ma nulla.

Luma, che volteggiava lì vicino, gli disse gentilmente:
«Se vuoi, potrei aiutarti…»

Il corvo rise:
«Aiutarmi tu? Una farfalla? Ma non farmi ridere! Io sono il più furbo del bosco!»

E così continuò a provarci da solo, sempre più frustrato.

Dopo ore di tentativi inutili, Nero si arrese e si sedette stanco sull’erba.

Luma si avvicinò.
«Posso farti vedere un trucco?»

Il corvo, ormai senza forze, annuì.
La farfalla volò fino a un gruppo di formiche e chiese il loro aiuto. Le formiche portarono piccoli sassolini e li fecero cadere nel barattolo, uno alla volta. Pian piano, il livello delle nocciole salì, finché una fu abbastanza vicina da essere presa.

Nero, sbalordito, afferrò la nocciola con facilità.

«Come hai fatto?» chiese.
«Non sono forte come te, né furba come dici di essere tu… ma a volte basta collaborare e usare un po’ di ingegno semplice», rispose Luma.

Il corvo, per la prima volta, si inchinò e disse:
«Hai ragione. Oggi ho imparato qualcosa.»


Morale:

Chi si crede il più saggio spesso ha ancora molto da imparare. Anche i più piccoli possono insegnare grandi lezioni.

lunedì 15 settembre 2025

Favola o Fiaba? Qual è la differenza?

 


Favola

  • Protagonisti: animali parlanti, oggetti animati o forze della natura (es. volpi, leoni, formiche, vento).

  • Scopo: insegnare una morale, una lezione di vita.

  • Stile: breve, semplice, diretta.

  • Origine: legata alla tradizione greca e latina (Esopo, Fedro).

  • Esempi famosi:

    • La volpe e l’uva

    • La cicala e la formica

    • Il leone e il topo

 💬Alla fine, c’è sempre una morale esplicita, spesso introdotta da “morale della favola”.


🧚‍♀️ Fiaba

  • Protagonisti: umani (principesse, contadini, bambini), ma anche creature magiche (fate, gnomi, streghe, orchi).

  • Scopo: intrattenere, trasmettere simboli, valori, misteri del mondo umano.

  • Stile: più lunga e complessa, con elementi magici e spesso una struttura in tre atti (inizio, prova, lieto fine).

  • Origine: popolare e orale, tramandata nei villaggi, poi raccolta da autori come i fratelli Grimm, Calvino, Andersen.

  • Esempi famosi:

    • Cenerentola

    • Hansel e Gretel

    • La bella addormentata

    • Il Pifferaio Magico

💬Nella fiaba, la morale non è detta, ma si intuisce: è un percorso simbolico, non una lezione esplicita.


✨ In breve:

FavolaFiaba
Chi?Animali parlanti, simboliciUmani e creature magiche
Perché?Per insegnarePer incantare e far riflettere
Com’è?Breve, con morale finaleLunga, con elementi fantastici
Esempio?La cicala e la formicaCappuccetto Rosso

🎒 Le favole educano. Le fiabe incantano.
Entrambe ci insegnano qualcosa… ma in modi molto diversi.

La Fata dei Gropi e lo Gnomo del Pioppo Cavo

 

In un punto nascosto della Val dei Sospiri, tra i fossi che tagliano i campi e i pioppi che sussurrano al vento, vivevano due creature di cui pochi parlano ormai: la Fata dei Gropi e lo Gnomo del Pioppo Cavo.

La Fata dei Gropi aveva i capelli color del salice e portava sempre un rametto annodato nella cintura: era la guardiana dei nodi — quelli nei rami, nei cuori, nei pensieri. Lo Gnomo, invece, abitava dentro un pioppo bucato dal fulmine, dove il tempo si era fermato: custodiva storie antiche e semi dimenticati.

Nessuno li vedeva mai, tranne forse i gatti randagi e qualche cornacchia gentile.

Un giorno, la valle si ammutolì: il Filo dell'Aria, che collegava il mondo dei piccoli spiriti al vento che soffiava sopra i campi, si era strappato. Da quel momento, gli animali si perdevano, le piante si seccavano prima del tempo, e i sogni dei bambini si riempivano solo di nebbia.

La Fata lo sentì subito: era come se un nodo fosse stato tagliato di colpo. Prese il suo rametto, ne slegò un nodo antico, e andò a trovare lo Gnomo nel suo pioppo.

— Il Filo è spezzato, disse lei.
— Non si può rammendare. Solo ricucire. Ma ci vuole qualcosa che sia mai stato detto.
— Un pensiero mai detto?
— O una promessa mantenuta in silenzio.

Passarono tre giorni e tre notti seduti sull’argine del fiumiciattolo, ascoltando il silenzio. Alla fine, lo Gnomo aprì una cavità nel tronco e tirò fuori una ghianda d’ombra, che nessuno aveva mai visto.

— L’aveva lasciata qui una bambina che aveva perso il nonno. Non aveva pianto, non aveva parlato, ma aveva stretto questa ghianda con una tale forza… che è diventata vera.

La Fata prese la ghianda, la avvolse nel suo rametto annodato e la gettò nell’acqua. In quell’istante, il Filo dell’Aria si ricucì da solo. Tornò a soffiare un vento leggero tra i filari, e il pioppo cavo vibrò come un tamburo sottile.

Gli animali trovarono la strada di casa. I sogni tornarono colorati. E in certi pomeriggi d’autunno, ancora oggi, si può vedere un rametto annodato che galleggia nel fosso… e un sussurro che dice:

“Ogni nodo, se ascoltato, si scioglie.”


 Note 👴

  • Groppo in dialetto veneto significa nodo (soprattutto di legno o di gola/emozione).

  • La Val dei Sospiri è immaginaria, ma potrebbe ricordare zone reali del Veneto meno note: la bassa padovana, certi argini del Po, i margini del Montello…

  • La ghianda d’ombra rappresenta un’emozione profonda non detta, ma potente.

STORIA DEI PUPAZZI DEI TROLL

 

Origine e contesto folkloristico

  • Il nome “troll” deriva dal folklore scandinavo. I troll sono creature mitiche presenti in molte leggende norvegesi, svedesi e danesi: abitano foreste, montagne, fiordi, spesso viste come esseri potenti ma pericolosi, talvolta maliziosi, talvolta neutrali o anche “protettivi”. 

  • Non è chiaro quando queste creature cominciarono ad essere rappresentate sotto forma di pupazzi o oggetti decorativi, ma l’idea che certe figure folkloristiche potessero portare fortuna o avere significati simbolici era comune. 


La nascita del Troll Doll come giocattolo

  • I Troll Dolls moderni nascono nel 1959 in Danimarca. L’ideatore è Thomas Dam, un falegname e artista locale del villaggio di Gjøl. Ha creato il primo troll come regalo per la figlia, perché non poteva permettersi un regalo di Natale. 

  • All’inizio erano di legno, con capelli di lana (riunità di pecora) e occhi di vetro. 

  • Il “look” distintivo: capelli spettinati, grandi orecchie, faccia espressiva, corpo tozzo — tutto ciò li rendeva “strani ma affascinanti”, un mix tra grottesco e simpatia. Thomas Dam stesso disse qualcosa come: “Erano così brutti da non poter fare a meno di ridere, e quando ridi, la fortuna ti segue.”


Crescita, produzione e diffusione

  • Dopo il prototipo, la produzione divenne più industriale: Dam fondò l’azienda “Dam Things”. Si passò dal legno a materiali come gomma e poi plastica (PVC) per rendere la produzione più efficiente. 

  • Negli Stati Uniti diventarono un fenomeno popolare nei primi anni ’60. Con il nome “Good Luck Trolls” (o “Dam Dolls”), furono introdotti anche in America e videro un boom soprattutto tra il 1963 e il 1965. 

  • Cominciarono ad apparire imitazioni e versioni di minore costo, con nomi come “Wishniks”, “Treasure Trolls”, ecc. Il problema della protezione del copyright e delle imitazioni fu serio. 


Flessioni, ritorni di moda e adattamenti

  • Dopo il boom iniziale, i troll passarono di moda, ma periodicamente tornarono a essere popolari. Negli anni ’70, ’80, ’90 ci furono risuccessi: nuove versioni, cambiamenti stilistici, collezionismo. 

  • Nel corso del tempo, il materiale dei capelli è variato (lana → sintetici), la dimensione, gli accessori, i vestiti, ecc. Alcune versioni erano più “lusso”, altre più giocattolo da grande diffusione. 


Situazione giuridica, copyright e marchi

  • Thomas Dam ottenne protezione del brevetto / marchio, ma ci furono controversie: alcune compagnie diffusero imitazioni senza licenza. 

  • Nel 2003, gli Stati Uniti restaurarono i diritti dei Dam (la famiglia) sul copyright dei Troll Dolls, impedendo (almeno formalmente) produzione non autorizzata. 


Impatto culturale

  • Oltre che giocattolo, i troll divennero simbolo di “good luck” (fortuna). Il fatto di toccare i capelli “colorati” o “strani” era legato a idee superstiziose o giocose di fortuna. S

  • Sono diventati oggetti da collezione, parte della cultura pop, citati in articoli, pubblicità, film. Il marchio “Trolls” è stato poi ripreso da media e film d’animazione (DreamWorks, ecc.).



Ci sono anche delle versioni dei troll “non standard” fatti in materiali come legno o gomma, soprattutto nei primissimi esemplari, ma non ho trovato prove forti che ne esistano di ceramica come versione originale famosa. 

Ecco cosa ho scoperto sulle versioni antiche o alternative:




🪵 Troll in legno / versioni originarie

  • Il modello originale preso da Thomas Dam nei primi anni ’50 era intagliato nel legno

  • Questi primi troll di legno venivano quindi venduti localmente, come regalini fatti a mano. 

  • Man mano che la richiesta cresceva, Dam passò a materiali più facili da produrre in serie: gomma, poi plastica. 


⚙️ Materiali intermedi: gomma, legno truciolato, plastica

  • Dopo i troll in legno, uno stadio intermedio fu l’uso della gomma (rubber), spesso con corpo in gomma riempito di trucioli di legno. 

  • Dal 1961 molti troll iniziarono ad essere fatti in PVC plastico (plastica) mediante stampi rotativi, che permettevano produzioni massive. 


🏺 Troll in ceramica?

  • Non ho trovato una fonte attendibile che confermi che Thomas Dam o i produttori classici abbiano prodotto troll in ceramica in serie come linee famose o ufficiali.

  • Esistono probabilmente artigiani o produttori locali che hanno fatto versioni in ceramica, terracotta, oppure decorazioni trolliche, ma questi sembrano essere casi isolati o personalizzati, non parte della storia ufficiale dei “Good Luck Trolls”.


Cosa ho trovato

Tipo / CategoriaDettagli trovatiAffidabilità / note
Troll originali in legnoThomas Dam, quando ha inventato i Troll Dolls, li ha inizialmente scolpiti in legno. Questi erano i prototipi, realizzati a mano per uso personale o locale. Alta affidabilità: documentato che i primi erano in legno. Però non è chiaro quanti originali di legno siano arrivati fino a oggi, e quanti siano esemplari unici o “uno‑a‑mano”.

Ceramica / porcellana / artigianale decorativa “a tema troll”Su Etsy, eBay ecc., ci sono figurine decorative troll in ceramica, sia vintage che fatte a mano. Ad esempio: “Vintage Ceramic Troll Figurine ‘Kulla’ by Swedish Åke Holm”. Si tratta di decorazioni artigianali / oggetti da collezione, non di versioni ufficiali dei Troll Dolls “Good Luck Troll” di Dam. Non ci sono prove che queste versioni ceramiche derivino direttamente dalla produzione originale.
Collezionismo / pezzi da artigiani / mercatiniArticoli vintage norvegesi, statuette di troll fatte a mano in legno e pelliccia (non ceramica), ornamenti in ceramica etc. Esistono statuette decorative troll seduti fatte a mano in Norvegia. Buone per capire che il tema troll è popolare nell’artigianato nordico e decorativo, ma non confermano che la casa Dam o simili abbiano prodotto versioni ceramiche standard.

⚠️ Limiti e cose da verificare

  • Spesso chi vende dice “ceramica”, “clay”, “porcellana”, ma non sempre è verificato, e può trattarsi di oggetti decorativi indipendenti (non “giocattoli originali Troll Dolls”).

  • Le fonti più affidabili (storici del giocattolo, interviste, archivi Dam) menzionano legno, gomma e plastica come materiali per i Troll originali, ma non ceramica

  • Alcuni pezzi artigianali potrebbero essere unici, e quindi difficili da tracciare o autenticarne la provenienza.


✅ Conclusione provvisoria

  • Sì, è documentato che i primi Troll di Thomas Dam erano in legno.

  • Non ho trovato prove di versioni standard ufficiali in ceramica/porcellana da parte di Dam o dell’azienda principale.

  • Esistono comunque molte versioni decorative / artigianali in ceramica che richiamano il tema troll, ma non fanno parte della linea “Troll Doll” originale registrata.

domenica 14 settembre 2025

🌲 La Notte degli Gnomi Sognatori

 


C’era una volta, in una valle nascosta tra le montagne argentate, un piccolo villaggio chiamato Bosco Brillastella. In quel villaggio vivevano degli gnomi gentili, alti poco più di una mela, con cappelli a punta e scarpe di muschio.

Ogni sera, quando il sole andava a dormire dietro le colline e le lucciole accendevano le loro lucine, gli gnomi si riunivano intorno al Grande Albero dei Sogni.

Il più anziano di loro, nonno Zefiro, prendeva un libro dorato e leggeva una storia. Ma quella notte era diversa.

“Stanotte,” disse con voce calda e scricchiolante, “non leggerò una storia. Stanotte, ogni gnomo dovrà raccontare un piccolo sogno che vuole far volare nel cielo.”

Uno per uno, gli gnomi si avvicinarono.

“Io sogno di volare su una libellula gigante,” disse la piccola Lilla, tutta emozionata.

“Io sogno una torta alta come una montagna,” ridacchiò Bombo, lo gnomo goloso.

“Io sogno di scoprire una stella cadente da tenere in tasca,” sussurrò Miro, lo gnomo esploratore.

Quando tutti ebbero raccontato il proprio sogno, nonno Zefiro tirò fuori una bustina di polvere di sogno, fatta con petali di luna e piume di gufo. Soffiò la polvere in alto e… puff! i sogni volarono su nel cielo, brillando tra le stelle.

Quella notte, tutti gli gnomi dormirono con un sorriso. E chissà… forse qualcuno ha davvero volato su una libellula, mangiato una torta gigante, o trovato una stella cadente in tasca.


🧚‍♀️ Buonanotte, piccolo sognatore. Che i tuoi sogni siano leggeri come il volo di un gnomo

sabato 13 settembre 2025

RIPRISTINO DI UN VECCHIO GRUPPO

 Entra anche tu nel mondo dei Ricercatori di Gnomi!

Hai voglia di staccare dalla solita routine e tuffarti in un mondo fatto di natura, fantasia, piccoli dettagli e tanta meraviglia?

Nel nostro gruppo ci sono persone curiose, sognatrici, creative e con una passione in comune:
la magia delle piccole cose.

🔍 Qui si cercano gnomi (sul serio!), si condividono scatti, racconti, lavoretti a tema, passeggiate nei boschi e tanto altro.
Un luogo dove anche gli adulti possono tornare un po’ bambini.

📣 Stiamo accogliendo nuove persone!
Ti basta iscriverti per iniziare a far parte della nostra piccola-grande avventura. Nessuna esperienza richiesta… solo voglia di scoprire, immaginare e divertirsi insieme.

🎒 Porta la tua curiosità. Al resto pensiamo noi.
Ti aspettiamo nel bosco… o meglio, nel gruppo! 🧙‍♀️🌳

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GRUPPO FACEBOOK RICERCATORI DEI GNOMI

💌 Stiamo cercando nuovi esploratori dell’immaginazione:
creativi, curiosi, sognatori, famiglie, bimbi interiori mai cresciuti.
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scoprire, raccontare e… proteggere la magia del Piccolo Popolo!




venerdì 12 settembre 2025

LEGGENDA TREVIGIANA

 Nel Trevigiano, come in molte altre regioni del Veneto, ci sono diverse leggende affascinanti che si intrecciano con la storia locale e con la bellezza dei paesaggi naturali. Una delle leggende più famose riguarda il "Drago di Roncade", una storia che ancora oggi affascina i residenti e i visitatori.



La Leggenda del Drago di Roncade

Roncade è un piccolo comune situato nella provincia di Treviso, ricco di tradizioni e di misteri. La leggenda del drago, che risale a tempi antichi, ha le sue radici in un’epoca in cui il Trevigiano era ancora sconosciuto a molti e il folklore contadino era ricco di racconti di creature misteriose.

Si racconta che, molti secoli fa, una terribile creatura, un drago dalle ali di fuoco e dalla coda lunga come un fiume, terrorizzasse la zona di Roncade e dei paesi limitrofi. Il drago viveva in una caverna nelle colline circostanti, da cui usciva di notte per seminare paura e distruzione. La bestia era temutissima, perché aveva il potere di distruggere interi raccolti, di incendiare i villaggi e di spaventare gli animali.

Le persone vivevano nel terrore e non osavano più uscire di notte, sperando che il drago non si facesse sentire. Si racconta che molte persone siano sparite misteriosamente, probabilmente inghiottite dal drago che si nutriva della paura degli uomini. Nessuno osava affrontarlo, e le autorità del tempo non riuscivano a trovare una soluzione.

Un eroe senza paura: la storia racconta che un giorno, un giovane cavaliere, di nome Orlando di Treviso, decise di affrontare la terribile creatura. Non si sa molto delle sue origini, ma si dice che fosse un guerriero coraggioso, convinto che il drago fosse una manifestazione di una maledizione che doveva essere spezzata.

Armato di una spada forgiata dai fabbri più esperti della sua città, Orlando partì per il suo viaggio verso la caverna del drago. Durante il cammino, il giovane cavaliere attraversò fitti boschi, superò torrenti impetuosi e scalò montagne ripide. Ogni notte, sentiva le urla del drago e vedeva le fiamme che illuminavano il cielo, ma non si fermò mai.

Finalmente, dopo giorni di cammino, Orlando raggiunse la caverna del drago, un enorme anfratto che sprofondava nel cuore della montagna. Lì, il drago lo attese, sibilando e lanciando fiammate di fuoco. La battaglia che ne seguì fu leggendaria. Il drago soffiava fuoco e fiamme, ma Orlando, con una determinazione incredibile, riuscì a sfuggire ai colpi della bestia. Alla fine, dopo un lungo combattimento, Orlando riuscì a trafiggere il cuore del drago con la sua spada.

La bestia morì, e un silenzio profondo calò sulla montagna. La leggenda narra che, con la morte del drago, una pace duratura arrivò sulla regione. I villaggi furono finalmente liberati dalla paura, e le terre cominciarono a prosperare di nuovo.


La memoria della leggenda: Oggi, molti abitanti di Roncade raccontano ancora questa storia come un simbolo di coraggio e speranza. Alcuni dicono che, se ci si trova nelle colline di notte, si possa ancora sentire il rumore delle ali del drago che sbattono nel vento, o addirittura avvistare la sua ombra tra le ombre delle montagne. La figura del drago è anche celebrata in diverse manifestazioni folkloristiche della zona, come simbolo di lotta contro il male e di vittoria della luce sulle tenebre.

In effetti, se visiti Roncade, non è raro che qualcuno ti racconti la storia del giovane cavaliere Orlando e del drago che una volta, tanto tempo fa, spaventava le terre del Trevigiano.


Questa leggenda è un esempio perfetto di come le storie locali, intrecciate con le tradizioni e la natura del territorio, diventino un punto di riferimento nella cultura popolare. Se ti capita di passare per Roncade, potresti trovare qualche dettaglio nascosto che ti ricorderà questa storia affascinante!

ABBIGLIAMENTO DEGLI GNOMI

 Gli gnomi sono spesso descritti con un abbigliamento che riflette il loro legame con la natura e l’ambiente in cui vivono. Tradizionalmente, l'abbigliamento degli gnomi viene immaginato in modo semplice e funzionale, ma anche con tocchi di fantasia. Ecco alcuni elementi chiave:

  1. Cappello a punta: Probabilmente il tratto distintivo più conosciuto, un cappello a punta rosso o verde, spesso ricoperto di muschio o foglie. È simbolo di saggezza e connessione con la natura.

  2. Giacca o tunica: Gli gnomi indossano giacche o tuniche di tessuti naturali come lana o cotone, di solito in colori terrosi come il marrone, il verde, il grigio o il blu. Questi colori li aiutano a mimetizzarsi con il loro ambiente.

  3. Pantaloni o pantaloncini: I pantaloni degli gnomi sono solitamente di materiale robusto e pratico, come la pelle o la tela, adatti a muoversi agevolmente tra la vegetazione. In alcuni casi, potrebbero essere anche corti (pantaloncini) per facilitare il movimento.

  4. Stivali: Scarpe robuste, spesso in pelle o cuoio, perfette per camminare attraverso i boschi e affrontare il terreno accidentato. Possono avere una forma leggermente arricciata sulla punta, un po’ come gli stivali delle fiabe.

  5. Cinture con sacche: Gli gnomi sono spesso raffigurati con piccole cinture, magari decorate con motivi naturali, che contengono sacche per trasportare semi, erbe, attrezzi o piccole pietre magiche.

  6. Accessori: A volte indossano piccoli gioielli fatti di materiali naturali come legno, ossa, o pietre. Alcuni gnomi potrebbero anche portare strumenti da giardino o piccoli oggetti magici, come un bastone o una lanterna.

  7. Capelli e barba: Molti gnomi vengono descritti con lunghe barbe e capelli che sembrano essere parte integrante del loro aspetto naturale. La barba potrebbe essere intrecciata o adornata con piccoli fiori, foglie, o piume.

L'abbigliamento degli gnomi, quindi, non solo riflette la loro connessione con la terra, ma anche la loro natura di esseri pratici, ma allo stesso tempo magici e affascinanti. Ogni dettaglio è pensato per evocare un'immagine di saggezza e mistero, proprio come gli gnomi nelle leggende e nei racconti.

CAPPELLO

ABITI


Leggende del veneto

 La legenda veneta sui gnomi è una storia che affonda le sue radici nella tradizione popolare, ma non esiste una leggenda ufficiale o un'unica narrazione consolidata riguardante questi esseri mitologici nella regione. Tuttavia, come molte altre leggende locali italiane, la tradizione veneta è ricca di racconti su creature magiche e misteriose che popolano le montagne, le foreste e le campagne.

Gli gnomi, nelle tradizioni popolari italiane, sono spesso descritti come piccoli esseri con sembianze umane ma con caratteristiche animali o vegetali. Essi vivono principalmente sotto terra, nelle caverne o nelle radici degli alberi, e sono protettori della natura, in particolare delle piante e degli animali.



Una leggenda tipica

Secondo una delle versioni più diffuse, si racconta che, nella zona delle Prealpi Venete, un gruppo di gnomi viveva nascosto tra le rocce e le grotte. Questi gnomi erano molto legati alla natura e possedevano un'abilità unica: erano in grado di far crescere le piante in modo miracoloso. La loro magia era potente, ma segreta, e solo coloro che erano puri di cuore riuscivano a vedere uno di questi esseri.

Un giorno, un contadino molto povero, che viveva nei pressi di una piccola valle, decise di cercare gli gnomi per chiedere loro aiuto. Ogni giorno si avventurava più in profondità nel bosco, fino a quando, una mattina, vide una piccola figura che spuntava da dietro un albero. Era uno gnomo, piccolo e vestito con panni di foglie e corteccia.

Lo gnomo, vedendo la buona intenzione del contadino, lo condusse in un angolo nascosto della foresta, dove un giardino magico fioriva in abbondanza, anche durante i mesi più freddi. Lì, lo gnomo gli insegnò come curare le piante e proteggere la terra in modo che fosse sempre fertile. In cambio, il contadino promise di non rivelare mai l'esistenza di quel luogo magico.

Con il tempo, il contadino divenne molto ricco, non tanto di denaro, ma di risorse naturali, e la sua fattoria prosperò. Ogni tanto, in segno di gratitudine, visitava il luogo segreto e lasciava piccole offerte agli gnomi, sperando che la loro protezione non venisse mai meno.

Altri aspetti leggendari

Gli gnomi nelle leggende venete sono spesso visti come esseri molto saggi ma un po' burloni, capaci di fare dispetti a chi non rispetta la natura o a chi è troppo avido. Alcune storie raccontano di contadini che, in cambio di una notte di abbondante raccolto, avevano dovuto promettere di non danneggiare mai la foresta. Se non mantenevano la promessa, gli gnomi li punivano, facendoli perdere la strada o nascondendo i loro attrezzi agricoli.

Un altro aspetto interessante è che gli gnomi veneti erano considerati ottimi fabbri. Si diceva che forgiasse oggetti magici con il ferro e altri metalli, a volte dando loro poteri speciali, come chiavi che aprivano porte segrete o monete che non perdevano mai valore.

In sintesi, gli gnomi veneti sono una figura misteriosa e affascinante che rappresenta la connessione tra l'uomo e la natura. Le leggende sui gnomi raccontano di un mondo nascosto, in cui la magia e la saggezza sono custodite gelosamente da creature che, pur essendo piccole e spesso invisibili, svolgono un ruolo fondamentale nell'equilibrio dell'ambiente naturale.



STORIA

Se ti interessa una versione più storica o con un legame più profondo alle tradizioni popolari venete, possiamo guardare agli gnomi non tanto come creature magiche e mitologiche, ma piuttosto come simboli di una cultura rurale, legata alla terra e alle sue forze misteriose, e che riflettono le credenze popolari delle comunità venete nel corso dei secoli.

Gli Gnomi nella Storia Popolare Veneta

Nel Medioevo e nei periodi successivi, in tutta Italia, e particolarmente in regioni montuose come le Prealpi Venete, erano comuni credenze su spiriti della natura, esseri magici o invisibili che abitavano le foreste e le montagne. Tali entità non erano necessariamente gnomi nel senso moderno del termine, ma avevano una natura simile: piccole creature legate al mondo naturale, che potevano essere benevole o malevole a seconda di come l'uomo si comportava con l'ambiente.

Nel Veneto, come in altre regioni alpine, la tradizione della “fede popolare” era molto radicata, con forti influenze legate alla vita agricola e alla relazione con la terra. La mentalità rurale di allora, che viveva in stretto contatto con la natura selvaggia, spesso cercava di spiegare i fenomeni naturali attraverso storie che mescolavano il sacro e il profano. La convinzione che esistessero entità invisibili o piccole creature che abitavano nei boschi o nelle grotte per proteggere o punire chi disturbava la natura non era rara.

Leggende storiche: la "Scienza Popolare"

Nel Seicento e Settecento, con l'avvento delle teorie scientifiche, ma anche con la crescente diffusione di superstizioni, si cominciò a dare un contorno più definito a queste storie. Gli gnomi, in alcune versioni storiche, erano considerati spiriti della terra, legati a fenomeni naturali come l'acqua, le rocce, o le miniere, che erano vitali per le economie locali. Le miniere di ferro e rame nella zona delle Prealpi venete, per esempio, erano ritenute case di questi esseri, che li proteggevano e li custodivano. Questo legame con le miniere e i metalli rifletteva la percezione che gli gnomi avessero un controllo speciale sulle risorse naturali.

In alcune leggende popolari, si narrava che, durante i periodi di abbondante raccolto, gli gnomi apparivano per ringraziare o per proteggere la terra, ma se l'uomo non fosse stato rispettoso dei cicli naturali, questi esseri si arrabbiavano e provocavano malattie o carestie.

Un Esempio Storico: la "Scoperta" della Montagna dei Gnomi

Nel 1690, un famoso erudito veneziano, Giovanni Maria Zamboni, scrisse un trattato sulla geografia e le tradizioni delle Prealpi Vicentine, dove menzionava una "strana leggenda" di una montagna sacra, sulla quale si diceva che vivevano esseri piccoli, ma capaci di interagire con la natura in modi misteriosi. Secondo il suo resoconto, queste creature erano protettrici di un luogo chiamato "Valle dei Mirtilli", un'area tra Vicenza e Belluno, dove cresceva una rara specie di erba che si pensava avesse proprietà curative. Sebbene Zamboni non credesse effettivamente negli gnomi, scriveva di come la gente del posto fosse profondamente convinta che quelle montagne nascondessero segreti.

Il Veneto e la Tradizione delle Leggende Alpestri

In Veneto, molte leggende legate agli spiriti della montagna o alle creature mitologiche, tra cui gli gnomi, si intrecciavano con la tradizione celtica e con le influenze germaniche, specialmente dopo la dominazione longobarda. Durante il Medioevo, i popoli germanici avevano una tradizione forte di leggende riguardanti piccole creature della natura, che in alcune versioni venivano chiamate "Elfi" o "Nani", figure che in molte storie popolari assomigliano agli gnomi che vediamo oggi.

Nel Veneto, come in altre regioni alpine, gli gnomi erano considerati esseri che potevano apparire sotto forma di spiriti protettivi o, al contrario, spiriti vendicativi. Questi ultimi si diceva che punissero gli esseri umani che danneggiavano la natura o non rispettavano gli animali selvatici, in particolare durante la stagione della caccia.

Gnomi, Miniere e Riflessioni Economiche

Un altro aspetto interessante legato agli gnomi nelle tradizioni storiche venete è il loro legame con l'industria mineraria. In alcune zone come la Val di Cembra, nel Trentino e nel Veneto, gli gnomi erano visti come protettori delle miniere. Si diceva che chi trovava oro o altri metalli preziosi nelle miniere non solo doveva fare offerte agli gnomi, ma che questi ultimi proteggevano i minatori da pericoli e incidenti. La credenza che dietro le risorse naturali ci fosse una sorta di magia protettiva rifletteva una relazione di rispetto verso la terra e le sue risorse, che però andava mantenuta in equilibrio con il rispetto per la natura.


In sintesi, le storie sugli gnomi veneti nel contesto storico erano fortemente influenzate dalla vita rurale e dalle credenze popolari. Pur non essendo miti "ufficiali" storici, queste leggende si intrecciavano con la realtà economica e sociale delle comunità alpine, facendo degli gnomi simboli di una connessione profonda con la natura e con l'equilibrio tra uomo e ambiente.

mercoledì 10 settembre 2025

Gnomi: piccoli custodi del folklore europeo

Hai mai pensato da dove vengono gli gnomi? 

Non quelli da giardino, ma quelli delle leggende antiche. 

Piccoli, saggi e misteriosi: ecco un tuffo nel folklore europeo per scoprire chi sono davvero gli gnomi,

 da dove arrivano e quale ruolo avevano nelle credenze popolari.

🧙‍♂ Le origini: dallo spirito della terra alla leggenda

Il termine “gnomo” fu coniato nel XVI secolo dall’alchimista svizzero Paracelso, che li descriveva

 come spiriti della terra, invisibili agli occhi umani ma fondamentali per l’equilibrio naturale. 

Tuttavia, figure simili a questi esseri esistevano già da secoli nel folklore popolare europeo.

In particolare, gli gnomi sono presenti nelle tradizioni: tedesche, dove abitavano nei boschi o nei pressi

 delle miniere, scandinave, dove erano legati alle forze della natura, alpine, dove proteggevano le case e

 i pascoli di montagna.

Erano considerati guardiani silenziosi, spesso associati a ricchezze nascoste o a segreti della natura.

👀 Aspetto e caratteristiche

Gli gnomi sono generalmente descritti come: bassi di statura (raramente superano i 30-40 cm), con

lunghe barbe bianche, vestiti con tuniche rustiche e cappelli a punta.

Vivono sottoterra, nei boschi o vicino a zone isolate, e conducono una vita riservata, spesso notturna. 

Sono noti per essere molto longevi (alcune leggende parlano di oltre 400 anni!) e possedere una

saggezza antica, specialmente in campo erboristico e minerario.

Anche se per lo più benevoli, gli gnomi possono diventare dispettosi o vendicativi se disturbati,

 ingannati o derisi.

🤔 Gnomi, elfi, nani… che differenze ci sono?

Anche se spesso confusi, gnomi, elfi e nani hanno origini e ruoli differenti: Gli gnomi sono legati alla

 terra e alla natura.

Gli elfi (soprattutto nel folklore nordico) sono spiriti più eterei, a volte pericolosi.

I nani, celebri nella mitologia nordica, sono esperti fabbri e artigiani, spesso legati al sottosuolo.

Nel tempo, queste figure si sono mescolate nella cultura popolare, ma nei racconti più antichi, ogni

 creatura aveva caratteristiche ben precise.

🌱 Dal folklore ai giardini

La figura del gnomo da giardino nasce in Germania nel XIX secolo, come decorazione ispirata ai

 racconti popolari. Da lì si è diffusa in tutta Europa, diventando nel tempo un’icona kitsch… ma sempre

 con un tocco di mistero.

Oggi gli gnomi popolano giardini, fiabe e videogiochi, ma la loro origine resta legata a un mondo

 invisibile, fatto di leggende tramandate a voce, notti d’inverno e racconti intorno al fuoco.

In conclusione

Gli gnomi sono molto più di simpatiche statuette con la barba: rappresentano una connessione antica

 con la terra, con il mistero e con le forze della natura. Creature sfuggenti, sagge e a volte capricciose,

 sono testimoni di un modo diverso di vedere il mondo, dove ogni angolo di bosco poteva nascondere

 un piccolo guardiano.

La prossima volta che vedrai uno gnomo da giardino… potresti trovarlo più affascinante del solito.



lunedì 1 settembre 2025

Il fantasy

Da wikipedia


'high fantasy (lett. "fantasy aulico") o epic fantasy (lett. "fantasy epico") è un sottogenere

 della narrativa fantasy caratterizzato dal registro epico delle sue ambientazioni e dei suoi personaggi. 

Tali storie si svolgono in un mondo immaginario distinto dalla realtà, spesso pervaso di magia,

 che ha un proprio funzionamento diverso da quello del mondo reale (la critica letteraria lo

 definisce "mondo secondario"). 

Al contrario, il low fantasy è generalmente ambientato nel nostro mondo o in uno molto simile.

Elementi high fantasy erano presenti già in testi composti fra tardo Ottocento e inizio Novecento

 dai primi autori anglofoni di letteratura fantastica, quali William Morris e Lord Dunsany, ma i

 primi esempi compiuti del genere sono stati il romanzo Il Signore degli Anelli (1954-1955) di J.

 R. R. Tolkien e l'eptalogia de Le cronache di Narnia (1950-1956) di C. S. Lewis, divenuti

 archetipi dell'high fantasy rispettivamente nella sua declinazione per pubblico adulto e per

 l'infanzia.

Il termine "high fantasy" fu coniato dal romanziere di formazione tolkieniana Lloyd

 Alexander nel saggio High Fantasy and Heroic Romance (1971) e fu ulteriormente

 elaborato da Kenneth J. Zahorski e Robert H. Boyer nella tassonomia della narrativa di

 genere da loro proposta.

Tradizionalmente la narrativa high fantasy si svolge in un mondo immaginario di cui l'autore ha delineato con un certo dettaglio la geografia, l'etnografia e la storia politica, al punto che in molti casi il testo del romanzo è corredato da paratesti di tipo geo-storico, quali mappe e cartine oppure appendici genealogiche e cronologiche, come nel caso emblematico de Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien; fu lo stesso Tolkien a coniare nel saggio Sulle fiabe (On Fairy Stories, 1939) il termine "mondo secondario" (secondary world), con cui indicava i mondi immaginari governati da leggi diverse da quelle del mondo reale, ma comunque coerenti con sé stesse – evidenziando che tale coerenza interna differenzia un mondo secondario dai non meglio precisati "paesi molto molto lontani" della favolistica tradizionale..

Va rimarcato che se molte opere high fantasy si svolgono interamente nel mondo secondario, fra cui il corpus di Tolkien o il Ciclo di Terramare, altrettante hanno per protagoniste persone provenienti dalla Terra reale che raggiungono il mondo secondario attraverso un mezzo di trasporto o un portale magico, secondo una tecnica narrativa chiamata appunto "fantasy a portale": tale espediente è concettualmente affine alla fantascienza di viaggio del tempo (si veda il romanzo ottocentesco Un americano alla corte di re Artù) e a seconda dell'opera il portale può permettere sia viaggi in entrambe le direzione, come ne Le cronache di Narnia o nelle Cronache di Ambra, sia spostamenti a senso unico dalla Terra al mondo secondario, come in molti romanzi giapponesi del filone isekai. Si noti anche che alcune opere fantasy ambientate sulla Terra reale e quindi classificabili come fantasy storico o fantasy contemporaneo (a seconda dell'epoca in cui si collocano le vicende) si svolgono in effetti in un territorio fittizio e ben delimitato, entro i cui confini vigono leggi sovrannaturali diverse da quelle comuni – territorio che risulta quindi affine a un mondo secondario da narrativa high fantasy: il Ciclo di Lyonesse, ad esempio, si svolge durante l'Alto Medioevo nell'arcipelago immaginario delle Isole Antiche, situate nel Golfo di Biscaglia e popolate da incantatori e spiriti silvani, mentre l'eptalogia di Harry Potter è ambientata formalmente nel Regno Unito degli anni Novanta, ma pressoché tutta la vicenda è circoscritta agli insediamenti di maghi e streghe britannici mantenuti nascosti alla popolazione comune.

Per quanto riguarda le caratteristiche socioculturali dei mondi secondari high fantasy, numerose opere ricalcano per emulazione l'estetica de Il Signore degli Anelli: gli usi e costumi dell'ambientazione sono modellati sul Medioevo europeo filtrato da una visione romanticizzata, così che la tecnologia è usualmente preindustriale, l'economia agraria e le forme di governo monarchie feudali o città-stato oligarchiche, mentre gli elementi fantastici sono mutuati dalla mitologia germanica con occasionali inserti celtici – in particolare, nell'high fantasy di tradizione tolkieniana gli esseri umani coesistono in modo relativamente pacifico con altre creature senzienti, quali nani ed elfi e più raramente gnomifolletti o spiritelli, mentre altre specie come goblinorchi e troll sono dipinte come intrinsecamente malvagie e sono tendenzialmente governate da monarchie assolute o stratocrazie di sapore orientalista. L'estetica simil-tolkieniana, seppur diffusa, non è però una caratteristica necessaria del genere: il Ciclo di Terramare, ad esempio, si svolge in un arcipelago costellato da borghi e villaggi politicamente autonomi gli uni dagli altri, popolato solamente da draghi senzienti e da gruppi etnici umani di matrice culturale sincretica (e non specificamente europea), mentre il Ciclo di Pern è ambientato su un pianeta fittizio colonizzato da astronauti terrestri che hanno disimparato buona parte delle proprie conoscenze scientifiche e interpretano la tecnologia come magia, in una modalità narrativa science fantasy. Per quanto concerne i meccanismi della magia, essa può seguire sia meccanismi razionali e comprensibili quasi da scienza dura sia leggi imperscrutabili di sapore mistico (a discrezione dell'autore), ma in ogni caso è una forza relativamente diffusa in tutto il mondo e può esprimersi in forme sia di magia bianca sia di magia nera, dando concretezza alle contrapposizioni morali caratteristiche del genere.

Intreccio e personaggi

In linea di massima, la letteratura high fantasy è essenzialmente narrativa di viaggio eseguita in forma di romanzo: riprendendo la poesia epica classica, i romanzi cortesi medievali e alcuni filoni di fiabe, queste opere si imperniano sulle peregrinazioni di un personaggio principale attraverso il mondo secondario, il cui scopo ultimo può consistere, a seconda nei casi, nel recupero di un artefatto prezioso (Lo Hobbit), nella risoluzione di un mistero (La spiaggia più lontana), nel rintracciare una persona scomparsa (la sotto-trama di Dhrun ne Il giardino di Suldrun) o altro ancora; molto spesso il viaggio esteriore innesca nel protagonista un percorso di crescita interiore, ragion per cui molte opere high fantasy, specialmente quelle rivolte all'infanzia, costituiscono di fatto dei romanzi di formazione fantastici. Conseguenza diretta di questa struttura è che l'eroe high fantasy, tipicamente, è natio di una regione isolata relativamente scevra da fenomeni sovrannaturali, cresce ignaro delle cose del mondo, e si ritrova imbarcato nella cerca per un'irruzione improvvisa nel suo quotidiano del magico e dell'avventuroso (che di fatto sono tutt'uno): ne Lo Hobbit, ad esempio, Bilbo Baggins è un gentiluomo di campagna reclutato a forza da uno stregone e tredici nani guerrieri che intendono assassinare un drago, mentre ne Il mago di Terramare il piccolo montanaro Ged difende il suo villaggio da un'incursione piratesca lanciando d'istinto elaborati incantesimi, così che la sua famiglia lo indirizza a studi formali da mago. Entro tale intreccio è spesso centrale il rapporto del protagonista con un mentore che gli affida la cerca e lo accompagna almeno per una parte di essa, indirizzandone sia l'istruzione pratica sia la crescita morale; tale mentore è spesso connotato come un mago o incantatore, il cui potere arcano completa le capacità "mondane" dell'eroe (si vedano Shea e Allanon ne La spada di Shannara), e tendenzialmente detiene in esclusiva i saperi necessari a completare la missione.

Prendendo nuovamente a riferimento Il Signore degli Anelli, numerose opere high fantasy iscrivono la cerca dell'eroe nel quadro di una grande guerra dai connotati apocalittici: un antagonista profondamente malvagio tendenzialmente indicato come "Signore Oscuro" (ad esempio un signore della guerra, uno stregone o persino un demone) intende soggiogare il mondo alla propria tirannia, i "popoli liberi" si coalizzano per combattere le armate del tiranno, e il protagonista viene coscritto per guidare una spedizione ad altissimo rischio che, potenzialmente, metterà fine alla guerra annientando le forze del Male. In questa declinazione "bellica" delle cerche high fantasy, spesso l'eroe è indicato da una profezia come il "Prescelto" capace di riportare la pace nel mondo (talvolta richiamando apertamente la figura del Cristo), la cerca è una spedizione per uccidere il Signore Oscuro attaccandolo a viso aperto, la crescita del Prescelto lo deve rendere un condottiero nobile e valoroso, capace di opporre alla tirannia del Signore Oscuro un principato giusto (si pensi all'archetipo di re Artù o del califfo Hārūn al-Rashīd), e oltre al mentore lo affiancano dei compagni d'arme provenienti da varie regioni e culture del mondo, costituendo così una compagnia in cui vissuti e competenze diverse entrano in sinergia. Qualora l'opera si concentri su una compagnia, non è inusuale che in certi momenti della narrativa l'eroe e i suoi compagni si separino per completare in contemporanea missioni minori propedeutiche all'obiettivo finale, dando adito a trame parallele che possono riunificarsi e ri-separarsi a più riprese; in questo caso anche i compagni dell'eroe verranno tendenzialmente utilizzati come punto di vista narrativo e conosceranno un proprio sviluppo caratteriale (esemplare in tal senso è il ciclo de La Ruota del Tempo). È degno di nota che l'high fantasy bellico di derivazione tolkieniana operi una certa semplificazione rispetto all'intreccio de Il Signore degli Anelli: nel romanzo "capostipite" la cerca consiste nel distruggere in gran segreto la fonte dei poteri del Signore Oscuro, poiché affrontarlo in uno scontro diretto sarebbe impossibile, e i protagonisti Frodo Baggins e Samvise Gamgee sono individui comuni costretti affrontare la missione per circostanze fatali, mentre il re guerriero destinato a stabilire un'epoca di pace, Aragorn figlio di Arathorn, è un comprimario che sostiene "dall'esterno" la cerca principale.

Per quanto lo schema narrativo di ispirazione tolkieniana sia molto diffuso, esso non è l'unica esecuzione possibile del genere high fantasy: esistono infatti opere in cui le trame militari non hanno connotazione "cosmica" di scontro fra Bene e Male, bensì di semplice conflitto fra potenze terrene (il già citato Ciclo di Lyonesse); opere in cui il protagonista affronta un conflitto esteriore spionistico o giallistico anziché strettamente bellico (come nella serie di Harry Potter); e infine opere in cui il percorso di crescita psicologica è nettamente preponderante rispetto alle peripezie fisiche e la forma narrativa tende al romanzo psicologico (ad esempio La Maga di Eld o Le tombe di Atuan).

Rapporti con altri generi

L'high fantasy è di poco posteriore per invenzione al sottogenere detto heroic fantasy o sword & sorcery, anch'esso derivato dalle opere seminali di William Morris e Lord Dunsany, ma sviluppatosi in direzioni per certi versi antitetiche: anche le opere sword & sorcery, infatti, si svolgono in mondi secondari e possono presentare vicende a cerca, ma sono tendenzialmente racconti o brevi romanzi d'avventura in forma pura, scevra di elementi di Bildungsroman, e i loro intrecci adottano una scala media o piccola, tale per cui ciascun conflitto è circoscritto a uno spazio limitato (dal singolo palazzo alla piccola regione) e coinvolge le sorti di pochi personaggi principali o al massimo di piccole comunità, ma mai il destino del mondo intero. Di conseguenza i protagonisti dell'heroic fantasy, come Conan il cimmero o Fafhrd e il Gray Mouser, sono avventurieri intraprendenti e smaliziati già all'inizio delle proprie vicende, operano da soli o in coppia anziché in una compagnia, i loro eventuali sviluppi caratteriali seguono una traiettoria dall'avventatezza verso l'autorevolezza (si veda il percorso di Conan da scassinatore a imperatore), e comunque lo scavo psicologico a lungo termine è nettamente subordinato alle peripezie del singolo racconto. Inoltre lo sword & sorcery trae importanti spunti anche dalla narrativa d'orrore e tende quindi a rappresentare la magia e il sovrannaturale in tinte fosche: le specie non-umane sono necessariamente mostruose o quantomeno malevole verso gli umani (è il caso dei ratti senzienti e delle sirene nella saga di Lankhmar), la magia si esprime nelle forme "oscure" di goezia e necromanzia, e i praticanti di arti arcane sono o figure negative o protagonisti anti-eroici (per esempio Kane lo spadaccino mistico). Va comunque rimarcato che alcune opere dall'intreccio e dall'estetica high fantasy mutuano dall'heroic fantasy il gusto per le ambiguità morali, evitando una contrapposizione manichea fra Bene e Male, e che certe saghe sword & sorcery nei momenti climatici espandono il conflitto sulla vasta scala proprio dell'high fantasy: un esempio della prima ibridazione è Il libro Malazan dei caduti, in cui si racconta in modo corale un'intricata vicenda bellica, problematizzando tutte le parti in causa, uno della seconda è la saga di Elric di Melniboné, che alterna regolarmente avventure "statiche" e a cerca e si conclude con una vicenda di teomachia; degna di nota è pure la saga di Geralt di Rivia, nettamente bipartibile al suo interno fra una prima fase di struttura heroic fantasy e una seconda fase più schiettamente high fantasy. Si segnala pure che la mescolanza fra i due generi, qualora eseguita in chiave nichilista, con un'estetica al limite dello splatter e minimizzando l'elemento sovrannaturale, produce il sottogenere del grimdark, i cui iniziatori sono Glenn Cook con la saga de La Compagnia Nera e George R. R. Martin con le Cronache del ghiaccio e del fuoco.

È opportuno rimarcare che la struttura narrativa dell'high fantasy può essere facilmente traslata in ambientazioni diverse dal mondo secondario "puro", e che quindi un romanzo fantasy può presentare un intreccio a cerca, un importante sottotesto di formazione, una compagnia costituita da eroe, mentore e comprimari, e un conflitto su vasta scala fra eroe prescelto e Signore Oscuro, pur svolgendosi in contesto di fantasy storico o fantasy contemporaneo o science fantasy: esempi di tale dinamica sono rispettivamente le Cronache di Merlino di Mary Stewart (una rivisitazione del ciclo arturiano), la serie di Harry Potter di J. K. Rowling (di ambientazione moderna), e la trilogia Queste oscure materie di Philip Pullman (ambientata in una Terra steampunk collegata a varie dimensioni parallele) – oltre alla saga cinematografico di Star Wars, che formalmente è una space opera.

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